Regime forfettario (L. 190/2014, art. 1, co. da 54 ad 89)

Si riepilogano di seguito i casi di esclusione/decadenza dal regime forfettario.

  • Limite di ricavi pari a euro 65.000,00.
    I soggetti che hanno prodotto ricavi per oltre 65.000,00 perdono la possibilità di applicare il regime forfettario nell’anno successivo. Coloro che iniziano l’attività nel corso dell’anno dovranno ragguagliare i ricavi prodotti. Ad esempio, chi inizia l’attività a metà anno dovrà considerare, quale limite, la somma di euro 32.500,00.
  • Spese per impiego di lavoratori di importo superiore a euro 20.000,00.
    Chi sostiene spese per lavoratori dipendenti di importo superiore a euro 20.000,00 decade dalla possibilità di applicare il regime forfettario nell’anno successivo.
  • Redditi di lavoro > a euro 30.000,00.
    Costituisce causa di esclusione, a meno che il rapporto di lavoro dipendente non sia cessato l’anno che precede l’applicazione del regime forfettario, il possesso di redditi di lavoro dipendente per un importo oltre euro 30.000,00. La decadenza si verifica nell’anno successivo.
  • Applicazione di regimi speciali Iva. L’applicazione del regime forfettario è incompatibile con regimi speciali di applicazione dell’Iva quali: agricoltura e attività connesse e pesca; agenzie di viaggi; agriturismo; rivendita di beni usati;
  • Soggetti non residenti. Non possono avvalersi del regime forfettario i soggetti non residenti.
  • Effettuano in via esclusiva o prevalente la cessione di immobili e di mezzi di trasporto nuovi.
  • Partecipazioni in società di persone/associazioni e imprese familiari. Impedisce l’accesso (o comporta la decadenza) al regime forfettario, a meno che il soggetto non ceda la partecipazione prima della fine dell’anno che precede l’applicazione del regime forfettario.
  • Svolgano attività prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi di imposta. La verifica deve riguardare anche i soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a detti datori di lavoro. La verifica deve essere effettuata al termine del periodo di imposta e la decadenza si verifica nel caso in cui oltre il 50% del fatturato venga effettuato nei confronti di tali soggetti.
  • Controllo diretto o indiretto di S.r.l. o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dal soggetto. Al fine dell’esclusione è pertanto necessario che si realizzino due condizioni:
    • che il soggetto eserciti il controllo di una srl. Oltre all’ipotesi di possesso di una partecipazione di maggioranza, l’ipotesi ricorre anche nel caso di una partecipazione che seppur non di maggioranza consenta di esercitare un’influenza dominante nella società. Infine il controllo può avvenire anche, senza possedere partecipazioni, se si è in grado di esercitare un’influenza dominante tramite vincoli contrattuali. Viene considerato anche il controllo indiretto (un soggetto controlla la società A la quale controlla la società B) e tramite persone interposte (ad esempio tramite famigliari)
    • che la società partecipata sia una srl che svolge un’attività riconducibile a quella del soggetto forfettario. Si tratta cioè di attività ricomprese nella medesima sezione Ateco. A prescindere da queste condizioni non vi è riconducibilità in assenza di acquisti di beni e servizi da parte della società dal soggetto forfettario o comunque quando tali acquisti non siano fiscalmente deducibili.
      Per fare un esempio: Un professionista è in possesso di una quota pari al 20% del capitale sociale di una S.r.l. tra professionisti. Le attività svolte rientrano nella medesima sezione Ateco. Considerato che le altre quote della società appartengono a famigliari del professionista scatta la causa di decadenza.