Fatture a cavallo d'anno

Come è noto è possibile emettere una fattura entro 12 giorni dalla consegna dei beni o incasso del corrispettivo relativo al servizio effettuato. Inoltre, in caso di fatturazione differita, l’emissione può avvenire entro il giorno 15 del mese successivo a quello della consegna della merce o incasso del corrispettivo del servizio.

Tutto ciò vale per le vendite/prestazioni di servizi effettuati nel corso dell’anno, ma per le operazioni “a cavallo d’anno” il discorso cambia…Se l’emissione della fattura (entro 12 giorni in caso di fatturazione immediata, o entro il 15 del mese successivo in caso di fatturazione differita) avviene in un anno diverso rispetto alla consegna della merce o incasso del corrispettivo, la detrazione dell’imposta avverrà nell’anno successivo a quello della consegna/regolazione del corrispettivo.

Ad esempio:

  • ricevo la merce il 28-12-2019 e la fattura in data 5-01-2020: l’iva potrà essere detratta nell’anno 2020. Se quindi voglio “scaricare” l’iva nella liquidazione di dicembre, devo sollecitare il venditore ad emettere la fattura (e devo riceverla) entro il mese di dicembre.
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Fatture differite – possibilità di indicare la data di fine mese:

 con Risposta n. 389/E del 24-09-2019 l’Agenzia delle Entrate conferma la possibilità di indicare la data di fine mese sulla fattura differita, superando le precedenti indicazioni che invece richiedevano di indicare la data dell’ultimo documento di trasporto. La trasmissione di tali fatture potrà avvenire entro il giorno 15 del mese successivo a quello di competenza.

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Fatturazione differita anche per le prestazioni di servizi:

Ai fini della fatturazione delle operazioni di cessione di beni e prestazioni di servizi si ricorda la possibilità di utilizzare la fatturazione differita. In pratica è possibile emettere un’unica fattura, entro il giorno 15 del mese successivo (compatibilmente con le esigenze di liquidazione dell’imposta), riepilogando le operazioni di cessione e prestazioni di servizi effettuate nei confronti di un medesimo cliente nel mese precedente. In tal caso è necessario emettere un d.d.t. (documento di trasporto) all’atto di ciascuna consegna, spedizione, dei beni. Analoga possibilità sussiste anche nei casi di prestazioni di servizi, purché i servizi prestati siano adeguatamente documentati e che la fattura rechi il dettaglio delle operazioni. Cosa si intende per idonea documentazione? Ciò che conta è che si possa individuare con certezza la prestazione eseguita, la data di effettuazione e le parti contraenti. Ad esempio, l’idonea documentazione può essere provata oltre che dal documento attestante l’avvenuto incasso del corrispettivo, dal contratto, dalla nota di consegna lavori, dalla lettera d’incarico, dalla relazione professionale …

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Servizio di consultazione delle fatture elettroniche: adesione entro il 31-10-2019:

Per consentire il corretto trattamento dei dati personali effettuati nell’ambito della fatturazione elettronica sono state previste delle limitazioni, in capo all’Agenzia delle Entrate, per quanto riguarda la memorizzazione dei dati contenuti nelle fatture elettroniche. Per attivare il servizio di consultazione delle fatture emesse e ricevute dal 1-01-2019 è necessario effettuare la relativa opzione entro il 31-10-2019.

  • Cosa succede se aderisco al servizio di consultazione ?  In tal caso tutti i dati delle fatture saranno  consultabili fino al termine del periodo di consultazione. Al termine di tale periodo (trenta giorni dal 31-12 del secondo anno successivo a quello di ricezione da parte dello Sdi) i dati saranno cancellati
  • Cosa succede se nessuna delle due parti (chi emette e chi riceve la fattura) aderisca al servizio di consultazione? Se entrambe le parti coinvolte (cedente/prestatore o cessionario/committente) non aderiscono al servizio, l’Agenzia delle Entrate memorizza e rende consultabile e scaricabile il file xml della fattura elettronica solo fino all’avvenuto recapito della stessa; dopo la consegna provvede a cancellare i dati dei file delle fatture elettroniche e memorizza esclusivamente i dati fattura fiscalmente rilevanti, ad esclusione dei dati relativi alla natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione e delle altre disposizioni tributarie nonché dei dati necessari a garantire il processo di fatturazione elettronica attraverso il SdI, compreso il codice hash che caratterizza univocamente il documento.
  • Cosa succede in caso di adesione di almeno una delle parti? L’Agenzia memorizza tutti i dati della fattura, ma li rende disponibili solamente al soggetto che ha fatto l’opzione. Il soggetto che non ha aderito al servizio potrà consultare, fino 31-12 dell’8° anno successivo alla presentazione, i dati fattura fiscalmente rilevanti, ad esclusione dei dati relativi alla natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione e delle altre disposizioni tributarie nonché dei dati necessari a garantire il processo di fatturazione elettronica attraverso il SdI, compreso il codice hash che caratterizza univocamente il documento.
  • In caso di adesione come possono essere utilizzati i dati? In caso di adesione al servizio di consultazione, con conseguente memorizzazione dei file XML delle fatture elettroniche, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza possono utilizzare i dati dei file per le attività di controllo, con le modalità previste dall’art. 1, c. 5 D. Lgs. 127/2015 sentita l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.
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Memorizzazione e trasmissione telematica corrispettivi.

Trasmissione telematica dei corrispettivi: Dal 1-01-2020 non sarà più possibile emettere scontrini e ricevute fiscali cartacee e pertanto tutti i commercianti (compresi i soggetti in regime forfettario) dovranno provvedere alla trasmissione telematica giornaliera dei corrispettivi mediante apposito registratore telematico. Il registratore telematico deve essere attivato da personale autorizzato dall’Agenzia delle Entrate, ed entra in servizio al momento della prima trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri. È decisamente consigliabile attivarsi sin d’ora per ordinare l’eventuale registratore telematico (o per richiedere l’aggiornamento di quello già in uso) e per richiedere un appuntamento ai fini della relativa attivazione.

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Fatturazione elettronica e corrispettivi

 Novità dal 1-07-2019: chi liquida l’iva trimestralmente dovrà emettere le fatture (ossia emettere e spedire il documento informatico) entro 10 giorni[1] dall’effettuazione dell’operazione (ossia dalla spedizione della merce o incasso del corrispettivo/acconto).

Per data di effettuazione dell’operazione si intende:

-La consegna dei beni in caso di vendita di merci;

– La stipula dell’atto notarile in caso di vendita immobiliare;

-L’incasso del corrispettivo in caso di prestazione di servizi;

Tutte le volte in cui si riceve un incasso, anche nell’ipotesi di acconti per vendite di merci, occorre emettere la fattura.

  • Le novità riguardano tutti? La regola sopra indicata è generale e riguarda tutti, compresi i soggetti che possono continuare ad emettere le fatture in formato analogico (sog. In regime forfettario, fatture a soggetti esteri, agricoltori…).
  • Cosa cambia rispetto alle regole in vigore fino al 30 giugno? Per dare evidenza del cambiamento delle regole è possibile fare un esempio:

-Se il 1°gennaio 2020 consegnerò della merce (o incassero il corrispettivo di una prestazione) dovrò emettere la fattura entro l’11 gennaio 2020. Se la fattura verrà emessa il 12 gennaio verrà erogata una sanzione.

  • Se consegno la merce il 28 settembre 2019 che data devo indicare nella fattura immediata? Devo sempre indicare la data di effettuazione dell’operazione come sopra indicata. Se pertanto consegno la merce il 28-09-2019 e invio telematicamente la fattura il 8-10-2019 (ovvero entro la scadenza del decimo giorno) la data da indicare nella fattura è sempre il 28-09-2019.
  • Se emetto fatture differite che data devo indicare? Le fatture differite possono essere emesse (a questo punto è più corretto dire “inviate allo Sdi”) entro il 15 del mese successivo alla data di consegna della merce (o di effettuazioen della prestazione). Vengono solitamente utilizzate per riepilogare molteplici consegne di merci nello stesso mese. In questo caso indico l’ultima data di consegna.
    Supponendo di effettuare consegne di merce i giorni 2-09-2019, 12-09-2019 e 30-09-2019 dovrò inviare la fattura allo Sdi, con data 30-09-2019, entro e non oltre il 15-10-2019.
  • Le regole valgolo anche nei casi in cui è ancora possibile emettere fatture in formato cartaceo? No, in questo caso è necessario indicare due date: la data di emissione della fattura (ovvero quando il documento viene formato, entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione) e la data di effettuazione dell’operazione.
  • Novità in materia di scontrini fiscali dal 1-07-2019: I soggetti con volume d’affari superiore a euro 400.000,00 dovranno provvedere all’emissione degli scontrini fiscali elettronici (o meglio memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi) dal 1° luglio 2019. Per tutti gli altri l’obbligo decorre dal 1°gennaio 2020.
  • Sarà possibile continuare ad emettere ricevute fiscali cartacee? No dal 1° di luglio 2019, oppure dal 1°gennaio 2020, non potranno più essere emesse ricevute fiscali e/o scontrini fiscali analogici. L’unica alternativa all’emissione di uno scontrino in formato telematico è la fattura elettronica.
  • Se non è più possibile emettere scontrini in formato cartaceo come sarà possibile certificare le spese deducibili o detraibili fiscalmetne, ovvero come sarà possibile far valere i diritti di garanzia sugli oggetti acquistati? Sarà possibile emettere il cosiddetto “documento commerciale”che, se indicherà le generalità del cliente, potrà essere sfruttato anche per certificare le spese con valenza fiscale (ad es. per i farmaci).
  • Cosa devo fare se rientro fra i soggetti obbligati all’emissione degli scontrini fiscali in forma telematica? Sarà necessario acquistare un registratore telematico, ovvero richiedere l’adattamento dell’apparecchio già in possesso. A tale riguardo sarà possibile usufruire di un credito di imposta (da usare in compensazione) che potrà arrivare a: euro 50,00 in caso di adattamento del registratore preesistente, ovvero 250,00 in caso di acquisto di un nuovo registratore di cassa. Il fornitore provvederà a collegare il registratore e ad abilitarlo al funzionamento.
  • Come si ottiene il Qr Code che va applicato al registratore telematico? Sul registatore andrà applicato un Qr Code in modo da permettere ai clienti, attraverso uno smartphone, di controllare il corretto funzionamento del registratore. Il Qr Code (che non ha nulla a che vedere con il codice utilizzato per la fatturazione elettronica) si ottiene dopo essersi accreditati e aver abilitato il dispositivo nella sezione “accreditamento dispositivi” dell’Agenzia delle Entrate. Abbiamo già provveduto ad accreditare i soggetti tenuti all’emissione di scontrini elettronici entro il 1-07-2019.
  • L’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi riguarda anche i soggetti in regime forfettario? Si dal 1° gennaio 2020.

[1] Risulta approvato un emendamento che fissa il termine a 12 giorni.

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Questioni varie in tema di fatturazione elettronica

  • Dal 1-01-2019 è possibile emettere fatture solamente in formato elettronico. In particolare la fattura deve essere emessa:
    • Dal 1-01-2019 al 30-06-2018:
  • Entro le ore 24.00 del giorno di consegna della merce (vendita di beni mobili)
  • Entro il giorno di stipula dell’atto notarile di trasferimento in caso di vendita di beni immobili;
  • Entro il giorno di incasso in caso di prestazioni di servizi;
  • A prescindere da quanto sopra posso emettere la fattura anche prima e in ogni caso al momento dell’incasso delle somme se incasso degli acconti.
  • Fino al 30-06-2019 (30-09-2019 per i soggetti mensili[1]) non si applicano sanzioni se la fattura viene emessa entro il termine della liquidazione periodica;
    • Dal 1-07-2019:
  • Entro 10 giorni dalla consegna della merce (vendita beni mobili), dalla stipula dell’atto di vendita di beni immobili, dall’incasso del corrispettivo (prestazioni di servizi), dall’incasso di acconti.

Cosa rispondo a chi mi chiede il codice destinatario?

  • Se ha delegato il nostro Studio alla registrazione dell’indirizzo presso cui ricevere le fatture può anche non rispondere nulla. L’unica preoccupazione che dovrà avere è di monitorare il funzionamento della mia casella Pec qualora questo sia il canale di ricezione prescelto.
  • Se non ho delegato lo studio deve assolutamente comunicare il canale di ricezione prescelto ovvero il suo indirizzo pec oppure il codice destinatario che ho acquisito da chi mi fornisce il servizio di fatturazione elettronica.

Devo attivarmi per richiedere ai miei clienti il codice destinatario o la pec presso la quale inviare loro le fatture?

  • Se i suoi clienti non dovessero rispondere può indicare nelle fatture il codice “0000000”. È consigliabile trasmettere la fattura in formato analogico (carta o email) e comunicare che l’originale è a disposizione del cliente presso il sito di “Fatture & Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate.

Ho inviato una fattura ad un cliente ma ho ottenuto un responso di “mancata consegna”, cosa devo fare?

  • La fattura è stata regolarmente emessa ma non risulta consegnata. Non deve riemettere la fattura. Deve inviare una copia analogica della fattura (su carta o via mail) e informare il cliente che l’originale è a sua disposizione sul sito “Fatture & Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate.

Ho inviato una fattura ad un cliente ma questa è stata scartata, cosa devo fare?

  • Deve reinviare la fattura corretta entro 5 giorni, poiché la precedente non si considera emessa. Se è possibile usi lo stesso numero e la stessa data della precedente. Se non può usare lo stesso numero e data (perché nel frattempo ha emesso altre fatture) usi un numero e la data diversa facendo riferimento al fatto che trattasi di una fattura emessa a seguito di uno scarto.

Devo emettere la fattura elettronica anche ai privati o a chi mi ha comunicato che adotta il regime “forfettario” (regime che consente l’esonero dalla fatturazione elettronica)?

  • Si, in entrambi i casi emetta la fattura elettronica (indicando il codice destinatario 0000000) e invii una copia analogica della fattura. Dovrà anche informare il cliente che l’originale della fattura si troverà a sua disposizione presso il sito “Fatture & Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate.

Il mio commercialista mi ha assicurato che sarò in grado di ricevere tutte le fatture elettroniche, eppure un cliente mi ha appena informato che non riesce a spedirmene una, cosa devo fare?

  • Se ha scelto di ricevere le fatture sulla sua casella pec è probabile che questa sia piena. Se ha delegato il commercialista ad accedere presso la sua area di “Fatture & Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate questo potrà inviarle la fattura.

Ho emesso una fattura elettronica ma il cliente mi ha detto che non l’ha mai ricevuta, cosa devo fare?

  • Se la fattura è stata regolarmente consegnata, come da ricevuta dello Sdi, le possibilità sono due: o il cliente non la vuole pagare oppure ha mandato la fattura a qualcun altro (attenzione ad indicare l’indirizzo pec o il codice di destinazione corretto).

Ho capito che per emettere delle fatture elettroniche ci sono varie possibilità, che soluzione commerciale mi consigliate?

  • Dipende da diversi fattori:
  • Se ho la necessità di avere un supporto nell’utilizzo del software di fatturazione e/o hardware per quanto riguarda la configurazione di un computer, posso affidarmi a servizi come Buffetti. Questa è una soluzione economica, che garantisce assistenza in tempi brevi e può essere utile nel caso di emissione di poche fatture.
  • Se non ha necessità di avere un supporto nell’utilizzo del software e usa abitualmente il computer, può affidarsi ad una fra le tante soluzioni commerciali presenti sul mercato. Tra questa vi sono quelle di Buffetti, Infocert, Aruba (a pagamento), oppure gratuite come il servizio offerto dall’ Agenzia delle Entrate o Cloud Finance (di gran lunga migliore del precedente). Questa sono soluzioni economiche ottimali per chi emette poche fatture in un anno.
  • Se emette numerose fatture e/o utilizza già un software per la gestione degli ordini, della movimentazione del magazzino, per la gestione della contabilità … è opportuno affidarsi a software più strutturati che garantiscono un servizio di assistenza.

Cos’è il QR Code?

  • È un codice che può essere letto da applicazioni software specifiche, e serve per trasmettere i dati della propria azienda ad un fornitore, al fine dell’emissione di una fattura. Se ad esempio in un ristorante o presso un distributore di carburante esibisse il suo qr code (memorizzato su un cellulare o rappresentato su un foglio di carta), e sempre che il gestore disponga dei mezzi idonei per la lettura, il processo di fatturazione (si presume) dovrebbe essere più veloce e senza errori. Il qr code, fornito dall’ Agenzia delle Entrate, può essere richiesto al nostro Studio.

[1] Emendamento al D.L. 119/2018

Comunicazione di mancata ricezione ad un cliente della fattura inviata allo SDI

Richiesta canale trasmissione (pec o codice)

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Visualizzare le fatture elettroniche in formato xml

Assosoftware ha messo a disposizione un software che permette di visualizzare le fatture elettroniche in formato xml.

Il software è scaricabile gratuitamente da qui

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Fatturazione elettronica

Fattura emessa verso un soggetto iva: la fattura viene recapittata nella casella pec del destinatario e messa a disposizione nel cassetto fiscale del cliente.

Fattura emessa nei confronti di un privato non titolare di partita iva: la fattura viene messa a disposizione del destinatario nell’apposita area del cassetto fiscale. In tal caso il soggetto che emette la fattura dovrà consegnare al destinatario una copia cartacea o pdf, avvertendolo che essa rappresenta solo una copia analogica della fattura digitale, che gli sarà recapitata dal SDI nell’area apposita del cassetto fiscale.

  • Come si accede all’area dedicata del cassetto fiscale? Un soggetto può accere al proprio cassetto fiscale da questo indirizzo https://bit.ly/2oKAbGY   L’accesso avviene inserendo i codici forniti dall’ Agenzia delle Entrate ( https://bit.ly/1zOT4qY )
  • Come avviene il recapito di una fattura?Quando una fattura viene inviata a SDI, esso verifica se è emessa verso una Pubblica Amministrazione, verso un soggetto IVA o verso un consumatore finale (si intende emessa verso un consumatore finale se è qualificata come fattura verso soggetto privato e non è presente la partita IVA del Cessionario/Committente).
    Nel caso di fattura emessa verso soggetto privato valgono le seguenti casistiche:

    1. se è emessa verso un consumatore finale la fattura viene depositata nell’area riservata del contribuente
    2. se è emessa verso un Soggetto IVA:
    3. SDI verifica se il soggetto IVA ha registrato un indirizzo di recapito nel servizio di cui al punto 1, in tal caso recapita la fattura all’indirizzo lì definito, ignorando eventuali indirizzi di recapito definiti in fattura
    4. se soggetto IVA non ha registrato un indirizzo di recapito nel servizio di cui al punto 1, SDI verifica se nella fattura è indicato un indirizzo di recapito, e se lo trova recapita lì la fattura.

    In ogni caso la fattura viene anche resa disponibile nell’area riservata del contribuente nel portale Fatture e Corrispettivi.
    Quindi nel caso in cui le ricerche dei punti 2.b non abbiano portato ad individuare alcun indirizzo di recapito la fattura viene solamente resa disponibile sull’area riservata del contribuente nel portale Fatture e Corrispettivi.

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Aggiornamento

Fatturazione elettronica

Come è noto la Legge di bilancio 2018 ha introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica per la cessione di benzina/gasolio per autotrazione e per le prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti negli appalti pubblici. La decorrenza, inzialmente prevista per il 1-07-2018, è stata prorogata solamente per le cessioni di carburanti al 1-01-2019. Dal 1-01-2019 è pertanto previsto per tutti l’obbligo di emissione di fatture elettro- niche nei confronti di soggetti residenti (imprese, professionisti e privati).

Cessioni di carburanti e lubrificanti: La proroga degli obblighi di fatturazione elettronica non riguarda l’ob- bligo di pagamento dei rifornimenti di carburanti mediante sistemi tracciabili, pertanto dal 1-07-2018 l’ac- quisto di carburante con pagamento in contanti non permette la detrazione dell’iva e la deduzione del co- sto.

Come posso pagare i rifornimenti di carburante? Mediante assegni, bancari e postali, circolari e non, vaglia cambiari e postali; strumenti elettronici tra cui: addebito diretto; bonifico bancario o postale; bollettino po- stale; carte di debito, di credito, prepagate ovvero altri strumenti di pagamento che consentano l’addebito in conto corrente (ad esempio mediante card, applicazioni app per smartphone …). Sono regolari anche i pagamenti mediati, purchè nell’ambito di una catena ininterrotta di corresponsioni con strumenti tracciabili: ad esempio il dipendente che paga il rifornimento con carta di credito (…) e il relativo ammontare gli viene rimborsato mediante bonifico bancario unitamente alla retribuzione.

Subappaltatori della P.A.: Da tempo i soggetti appaltatori con la Pubblica Amministrazione devono emet- tere fatture elettroniche nei confronti di quest’ultima. Dal 1-07-2018 anche i subappaltatori e i subcon- traenti dovranno fare altrettanto. Per chiarire i destinatari dei nuovi obblighi è possibile fare un esempio: un’impresa A stipula un contratto di appalto con la Pubblica Amministrazione X e un subappalto (o un sub- contratto) con i soggetti B e C per la realizzazione di alcune opere:

– le prestazioni rese da A a X sono soggette all’obbligo di fatturazione elettronica in quanto rese a una PA (DM 3 aprile 2013 n. 55);
– le prestazioni rese da B e C nei confronti di A devono altresì essere documentate con fattura elettronica, in base alla nuova disciplina introdotta dalla legge di bilancio 2018;

– per i beni e servizi forniti da un ulteriore soggetto D ai soggetti B e/o C al fine di adempiere agli obblighi derivanti dal subappalto (o subcontratto), non sussiste, invece, l’obbligo di emissione della fattura elettro- nica (almeno sino al 1° gennaio 2019, quando lo stesso sarà generalizzato) potendo anche essere emessa in formato analogico.

Prepararsi all’obbligo di fatturazione elettronica dal 1-01-2019: Come è già stato evidenziato l’obbligo di emettere e ricevere delle fatture elettroniche verrà esteso a tutti i soggetti dal 1-01-2019, salve le eccezioni di seguito indicate. L’obbligo sussiste anche nell’ipotesi in cui il destinatario sia un soggetto privato (ossia non provvisto di numero di partita iva), mentre non sussiste nei confronti dei soggetti c.d. “forfettari” e nei rapporti con soggetti non residenti.

La fattura eletronica è un documento in formato digitale (in formato XML) che deve essere trasmesso al Sistema di Intescambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate. Lo SDI provvederà a trasmettere la fattura al desti- natario.
Concentrandosi sulla gestione passiva della fatturazione (ovvero sulla ricezione delle fatture di acquisto) e rinviando la gestione della fatturazione attiva a successivi chiarimenti, si evidenzia quanto segue.

Come ricevo una fattura elettronica? Il metodo più semplice per ricevere una fattura elettronica è mediante una casella di posta elettronica certificata (p.e.c.). È possibile utilizzare l’indirizzo che già si possiede, o atti- varne uno da utilizzare in modo specifico per la fatturazione elettronica. Per ricevere le fatture:

– Risulta opportuno registrare presso l’Agenzia delle Entrate l’indirizzo pec al quale si desidera ricevere le fatture. In questo caso tutte le fatture (emesse e ricevute) verranno memorizzate presso un sito gestito dall’Agenezia delle Entrate (https://ivaservizi.agenziaentrate.gov.it/portale/ ) e inoltrate anche via pec al destinatario.

– Nell’ipotesi in cui non si provveda a registrare la propria pec, sarà comunque possibile ricevere le fatture comunicando il proprio indirizzo al fornitore. Nel caso in cui, per cause tecniche non imputabili al SDI (ad esempio, casella PEC piena o non attiva), il recapito al soggetto ricevente non fosse possibile, il SDI rende comunque disponibile al cessionario/committente la fattura elettronica nella sua area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate, comunicando tale informazione al soggetto trasmittente. Il cedente/prestatore è tenuto ad effettuare la comunicazione di cui sopra al cessionario/committente.

QR-CODE: L’Agenzia delle Entrate permette la generazione di un Qr-Code, ossia un codice a barre bidimen- sionale che può essere memorizzato su uno smartphone e che contiene i dati per l’emissione di una fattura elettronica. In pratica basta mostrare il qr-code al proprio fornitore e questo, mediante un’applicazione spe- cifica su uno smartphone o mediante altri strumenti1, sarà in grado di acquisire in automatico i dati ai fini dell’emissione della fattura.

L’importanza della Pec: Colgo l’occasione per ribadire la necessità di prestare la massima attenzione nella gestione di un indirizzo pec. È assolutamente opportuno controllare che la casella sia accessibile e funzio- nante, essendo già accaduto che per i motivi più diversi non siano stati considerati messaggi importanti come avvisi bonari e richieste di documentazione da parte dell’Agenzia delle Entrate. E’anche accaduto che, a causa della mancata lettura di una pec, un soggetto non abbia curato l’ammissione al passivo in una procedura fallimentare, perdendo ogni diritto all’incasso di un credito…

Raccomandiamo pertanto di:

-Rinnovare il pagamento della casella di posta elettronica se scaduta, controllando che essa coincida con quanto registrato presso: https://www.inipec.gov.it/cerca-pec;

-Svuotare regolarmente la casella pec;

-Rigenerare user e/o password se smarriti o comunque non più funzionanti

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