Fattura emessa a soggetto esportatore abituale

Per l’emissione di una fattura ad un soggetto c.d. “esportatore abituale”, ovvero non imponibile ai sensi dell’art. 8, c. 1, lett. c), Dpr n. 633/1972 occorrerà – dal 1-01-2022 – procedere con le seguenti modalità:

  • Nel campo della fattura elettronica “Natura”, indicare il codice N3.5 “Non imponibili a seguito di dichiarazioni d’intento”;
  • Il numero di protocollo di ricezione della dichiarazione d’intento nel blocco “Altri dati gestionali”, esponendo:
  1. Nel campo “Tipo dato” la dicitura INTENTO;
  2. Nel campo “Riferimento testo” il numero di protocollo della lettera d’intento (prima parte, composta da 17 cifre e seconda parte di 6 cifre, separate dal segno “-” o dal segno”/”)
  3. Nel campo “Riferimento data” la data della ricevuta telematica rilasciata dall’ Agenzia e contenente il protocollo della dichiarazione d’intento.

L’emissione di una fattura elettronica con i dati di una dichiarazione d’intento invalidata, comporta lo scarto del file xml da parte di Sdi.

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Green Pass: cosa succede dal 15-10-2021

A partire dal 15-10-2021, e fino al 31-12-2021, per poter accedere ai luoghi di lavoro (sia pubblici che privati) sarà necessaria la certificazione verde, c.d. “green pass” da esibire al momento dell’accesso o in un momento successivo.

Cos’è il green pass? Si tratta di una certificazione digitale che contiene un QR Code. Viene emessa dal Ministero della Salute e attesta l’avvenuta vaccinazione, l’avvenuta guarigione, l’effettuazione di test antigenico o molecolare. Il green pass si scarica dal sito https://www.dgc.gov.it/web/ tramite tessera sanitaria o identità digitale (SPID/CIE); dalle App “Immuni” e “IO”, dal sito del fascicolo sanitario elettronico regionale.

Qual è il periodo di validità del Green Pass? Il Green Pass ha validità:

  • di 15 giorni dopo la somministrazione della prima dose e fino alla data di somministrazione della seconda dose;
  • immediatamente dopo la somministrazione della seconda dose e con una validità di 12 mesi dal completamento del ciclo vaccinale;
  • immediatamente dopo la somministrazione della prima dose, per i guariti da Covid e con una validità di 12 mesi dal completamento del ciclo vaccinale;
  • a seguito di guarigione dall’infezione da Sars-Co V-2 e senza somministrazione di vaccino (con validità di 6 mesi e cessa di avere validità nel caso in cui, durate la sua vigenza, il soggetto risulti positivo)
  • a seguito dell’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-Co-V-2: la validità sarà pari a 48 ore per gli antigenici e 72 ore per i molecolari.

Chi è obbligato a possedere ed esibire il green pass I dipendenti pubblici e i lavoratori subordinati, i lavoratori autonomi, chi svolge la propria attività lavorativa in luoghi di lavoro pubblici e privati. Sono esclusi dall’obbligo i soggetti esenti dalla campagna vaccinale.

Obblighi del datore di lavoro: I datore di lavoro deve:

  • Entro il 15-10-2012 definire le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo che i controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro (preferibilmente) o successivamente;
  • Individuare con atto formale i soggetti incaricati all’accertamento degli obblighi

Il controllo viene effettuato mediante l’App “VerificaC19”.

Sanzioni: I datori di lavoro che omettano la verifica del possesso del green pass o non adottino le misure organizzative prescritte dalla legge entro il 15-10-2021 sono soggetti a sanzioni per un minimo di euro 400,00 ad un massimo di euro 1.000,00. In caso di reiterata violazione le sanzioni vengono raddoppiate. In ogni caso, i datori di lavoro che eseguano i controlli a campione non sono sanzionabili nel caso in cui da un accertamento delle Autorità emerga la presenza in azienda di lavoratori senza green pass, a condizione, però, che abbiano eseguito i controlli nel rispetto di adeguati modelli organizzativi, come previsto dal DL 127/2021.

Obblighi del dipendente: Qualora i dipendenti comunichino di non essere in possesso del green pass, o qualora risultino privi del green pass al momento dell’accesso al luogo di lavoro sono considerati assenti ingiustificati fino alla presentazione della certificazione e, comunque non oltre il 31-12-2021, senza conseguenze disciplinari e con conservazione del posto di lavoro. Per i giorni di assenza ingiustificata non è dovuta la retribuzione. Per le imprese con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, i lavoratori possono essere sospesi dallo svolgimento della prestazione e possono essere sostituiti da lavoratori assunti con contratto a termine per la durata del contratto stipulato per la sostituzione. La sospensione non può superare i 10 giorni, rinnovabili per una sola volta e non può andare oltre il 31-12-2021. Il dipendente sprovvisto di Green Pass nel luogo di lavoro può essere punito con una sanzione amministrativa da euro 600,00 a euro 1.500,00.

Chi controlla il titolare dell’azienda? I datori di lavoro devono definire “le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche (in merito al possesso della certificazione verde ai fini dell’accesso ai luoghi di lavoro)”  e devono individuare “con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento delle violazioni”. Il titolare dell’azienda, pertanto, “viene controllato dal soggetto individuato per i controlli all’interno dell’azienda” (Faq. Governo del 27-09-2021).

Controlli e Privacy: Il datore di lavoro deve controllare ma non può né raccogliere né conservare i dati dei green pass dei lavoratori. Il datore di lavoro potrà controllare il possesso di una valida certificazione verde solamente attraverso l’App VerificaC19, mentre non potrà richiedere la certificazione in formato cartaceo e conseguentemente non potrà mai conoscere il periodo di validità della certificazione, né quindi limitare i controlli successivi al primo ai soli documenti in scadenza, ma dovrà effettuare le verifiche, anche con modalità random, in modo dinamico, monitorando cioè il possesso di certificazioni giorno per giorno valide.

Si riportano le Faq della Presidenza del Consiglio dei Ministri aggiornate al 27-09-2021

Quali sono le attività e i servizi in Italia dove è possibile accedere con la Certificazione verde COVID-19?
La Certificazione verde COVID-19 è richiesta in Italia per:
– partecipare alle feste per cerimonie civili e religiose
– accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture e permanere nelle sale di aspetto di pronto soccorso e reparti ospedalieri
– spostarsi in entrata e in uscita dai territori eventualmente classificati in “zona rossa” o “zona arancione”
– accedere ai seguenti servizi e attività:
a. servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, al chiuso; b. spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi;
c. musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
d. piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
e. sagre e fiere, convegni e congressi;
f. centri termali, parchi tematici e di divertimento;
g. centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione;
h. sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
i. concorsi pubblici.
– utilizzare i seguenti mezzi di trasporto:
a. aerei adibiti a servizi commerciali di trasporto di persone;
b. navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale, ad esclusione di quelli impiegati per i collegamenti marittimi nello Stretto di Messina;
c. treni impiegati nei servizi di trasporto ferroviario passeggeri di tipo Inter City, Inter City Notte e Alta Velocità;
d. autobus adibiti a servizi di trasporto di persone, ad offerta indifferenziata, effettuati su strada in modo continuativo o periodico su un percorso che collega più di due regioni ed aventi itinerari, orari, frequenze e prezzi prestabiliti;
e. autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente, ad esclusione di quelli impiegati nei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale.
L’utilizzo degli altri mezzi di trasporto può avvenire anche senza green pass, fatta salva l’osservanza delle misure anti contagio.
– per accedere a scuole e università:

  • chiunque accede a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative è tenuto a possedere la Certificazione verde Covid-19. Questa disposizione non si applica ai bambini, agli alunni e agli studenti che frequentano i sistemi regionali di formazione, ad eccezione di coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli Istituti tecnici superiori. L’obbligo riguarda non soltanto il personale scolastico ma chiunque debba accedere a una struttura del sistema nazionale di istruzione e di formazione, compresi i servizi educativi per l’infanzia, le strutture in cui si svolgono i corsi serali, i centri per l’istruzione degli adulti, i sistemi regionali di istruzione e Formazione tecnica superiore e degli Istituti tecnico superiori e il sistema della formazione superiore;
  • il personale, gli studenti e chiunque acceda alle strutture delle istituzioni universitarie e dell’alta formazione artistica musicale e coreutica e alle altre istituzioni di alta formazione collegate alle università devono possedere e sono tenuti a esibire la Certificazione verde COVID-19.

La Certificazione verde COVID-19 è richiesta in “zona bianca” ma anche nelle zone “gialla”, “arancione” e “rossa”, dove i servizi e le attività siano consentiti.

Esenzioni
L’obbligo della Certificazione verde COVID-19 non si applica per accedere alle attività e ai servizi sul territorio nazionale alle seguenti categorie di persone:
– ai bambini sotto i 12 anni, esclusi per età dalla campagna vaccinale;
– ai soggetti esenti per motivi di salute dalla vaccinazione sulla base di idonea certificazione medica. Fino al 30 settembre 2021, possono essere utilizzate le certificazioni di esenzione in formato cartaceo rilasciate, a titolo gratuito, dai medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle Aziende ed Enti dei Servizi sanitari regionali o dai Medici di medicina generale o Pediatri di libera scelta dell’assistito che operano nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-SARS-CoV-2 nazionale, secondo le modalità e sulla base di precauzioni e controindicazioni definite dalla Circolare Ministero della Salute del 4 agosto 2021. Sono validi i certificati di esenzione vaccinali già emessi dai Servizi sanitari regionali sempre fino al 30 settembre
– ai cittadini che hanno ricevuto il vaccino ReiThera (una o due dosi) nell’ambito della sperimentazione Covitar. La certificazione, con validità fino al 30 settembre 2021, sarà rilasciata dal medico responsabile del centro di sperimentazione in cui è stata effettuata in base alla Circolare del Ministero della Salute 5 agosto 2021;
– alle persone in possesso di un certificato di vaccinazione anti SARS-Cov-2 rilasciato dalle competenti autorità sanitarie della Repubblica di San Marino, nelle more dell’adozione della circolare del Ministero della salute che definisce modalità di vaccinazione in coerenza con le indicazioni dell’Agenzia europea per i medicinali, e comunque non oltre il 15 ottobre 2021 (decreto-legge 6 agosto 2021, n. 111).

I bambini sono esonerati dalla Certificazione verde COVID-19 per accedere per esempio a bar, ristoranti, musei, parchi di divertimento?
Sì, i bambini sotto i 12 anni sono esentati dalla certificazione verde Covid-19 per accedere alle attività e servizi per i quali nel nostro Paese è invece necessario il “green pass”, come appunto mangiare seduti al tavolo in una sala al chiuso di un ristorante, visitare un museo o un parco di divertimento.
La Certificazione non è richiesta, inoltre, per accedere da parte di bambini e ragazzi ai centri educativi per l’infanzia e ai centri estivi incluse le relative attività di ristorazione.
Tuttavia si ricorda che attualmente in caso di viaggio dall’estero in Italia, ai bambini con più di 6 anni è richiesto il tampone molecolare o antigenico rapido.
Per i viaggi fuori dall’Italia, i limiti sono decisi dai singoli Paesi e possono variare in base alla situazione epidemiologica.
Prima di metterti in viaggio, informati sui siti dei Paesi di destinazione.

Sono cliente di un albergo: posso accedere ai servizi di ristorazione riservati ai clienti dell’albergo, anche se non ho una certificazione verde COVID-19?
Sì, i clienti di una struttura ricettiva possono accedere ai servizi di ristorazione offerti dalla struttura esclusivamente per la propria clientela, anche in caso di consumo al tavolo in un locale al chiuso, senza mostrare una certificazione verde COVID-19.
Nelle strutture ricettive, infatti, l’accesso è riservato a chi è in possesso di una certificazione verde COVID-19 solo per quanto riguarda le attività al chiuso di piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra e centri benessere, per i quali l’articolo 9-bis del decreto-legge n. 52 del 2021 specifica che l’obbligo si applica “anche all’interno di strutture ricettive”. [si veda FAQ specifica]
Nel caso in cui, invece, i servizi di ristorazione della struttura ricettiva siano aperti anche a clienti che non alloggiano nella struttura, l’accesso sarà riservato soltanto a chi, cliente della struttura o cliente esterno, è in possesso di una certificazione verde COVID-19, in caso di consumo al tavolo al chiuso.

Chi accede ai centri termali esclusivamente per usufruire dell’erogazione di prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative e terapeutiche, deve essere munito di certificazione verde COVID-19?
No, in quanto l’obbligo di esibizione di una delle certificazioni verdi COVID-19 previsto per i centri termali dall’art. 9-bis, comma 1, lett. f), del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, non trova applicazione in caso di accesso alle attività dei centri termali limitatamente all’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative e terapeutiche, per le quali risulti la prescrizione del proprio medico di famiglia o di uno specialista.

Per l’accesso alle sagre e fiere locali che si svolgono all’aperto senza precisi varchi d’ingresso (ad esempio per le vie e le piazze di un Comune) serve avere una certificazione verde COVID-19 e, in caso di risposta affermativa, quali sono le conseguenze in termini di responsabilità in caso di inosservanza dell’obbligo?
L’accesso a sagre e fiere anche locali è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una certificazione verde COVID-19 in base all’articolo 9-bis del decreto-legge n. 52 del 2021.
Nel caso in cui tali eventi si svolgano all’aperto in spazi privi di specifici e univoci varchi di accesso, come, ad esempio, nelle piazze e vie pubbliche, gli organizzatori (pubblici o privati) si limitano a informare il pubblico, con apposita segnaletica, dell’esistenza dell’obbligo della certificazione verde COVID-19 per accedere alla fiera o sagra in questione. In caso di controlli a campione, sarà sanzionabile soltanto il soggetto privo di certificazione e non anche gli organizzatori che abbiano rispettato gli obblighi informativi.

L’obbligo di possedere una certificazione verde COVID-19 si applica anche alla partecipazione a ogni tipo di eventi che si svolgono all’aperto in spazi non delimitati e senza precisi varchi d’ingresso (ad esempio in parchi, strade o piazze)?
L’obbligo di possedere una certificazione verde COVID-19 per accedere agli spettacoli aperti al pubblico, stabilito dall’articolo 5 del decreto-legge n. 52 del 2021, a seguito della modifica introdotta dall’art. 3 del decreto-legge n. 105 del 2021, si riferisce a luoghi che consentono, per la loro conformazione, di limitare l’ingresso da parte degli spettatori (sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e altri locali o spazi anche all’aperto).
L’obbligo di possedere una certificazione verde COVID-19 non si applica, invece, nel caso in cui gli eventi si svolgano in luoghi all’aperto privi di specifici e univoci varchi di accesso, come ad esempio in piazze, vie o parchi pubblici, a cui possono accedere anche soggetti per fini diversi da quello di assistere all’evento che non è quindi destinato ad un pubblico predefinito e contenuto in spazi dedicati in modo esclusivo all’evento stesso.
Per sagre e fiere locali vige l’obbligo della certificazione verde COVID-19 (vedi specifica FAQ).

Per la consumazione al tavolo nelle mense aziendali o in tutti i locali adibiti alla somministrazione di servizi di ristorazione ai dipendenti pubblici e privati è necessario esibire la certificazione verde COVID-19?
Sì, per la consumazione al tavolo al chiuso i lavoratori possono accedere nella mensa aziendale o nei locali adibiti alla somministrazione di servizi di ristorazione ai dipendenti, solo se muniti di certificazione verde COVID-19, analogamente a quanto avviene nei ristoranti. A tal fine, i gestori dei predetti servizi sono tenuti a verificare le certificazioni verdi COVID-19 con le modalità indicate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 giugno 2021.

I tassisti hanno l’obbligo di controllare il green pass dei clienti?
No, i clienti non hanno l’obbligo di green pass.

I clienti che ricevono in casa un idraulico, un elettricista o un altro tecnico dovranno controllare il green pass?
No, in quanto non sono datori di lavoro ma stanno acquistando servizi. Resta fermo che è loro facoltà chiedere l’esibizione del green pass.

I privati potranno avere piattaforme per i controlli analoghe a quelle della scuola e del pubblico impiego?
Al momento non sono previste piattaforme analoghe; se ne potrà verificare in seguito la realizzabilità da un punto di vista tecnico ed eventualmente modificare il DPCM che disciplina le modalità di verifica.

Chi controlla il libero professionista? E il titolare di un’azienda che opera al suo interno?
Il libero professionista quando accede nei luoghi di lavoro pubblici o privati per lo svolgimento della propria attività lavorativa viene controllato dai soggetti previsti dal decreto-legge n. 127 del 2021. Il titolare dell’azienda che opera al suo interno viene controllato dal soggetto individuato per i controlli all’interno dell’azienda.

Il datore di lavoro della colf o della badante è tenuto a verificare che la dipendente abbia il green pass?
Sì.

Chi lavora sempre in smart working deve avere il green pass?
No, perché il green pass serve per accedere ai luoghi di lavoro. In ogni caso lo smart working non può essere utilizzato allo scopo di eludere l’obbligo di green pass.

Visto l’obbligo del green pass, nelle aziende si potrà derogare alla regola del metro di distanziamento?
No, il green pass non fa venir meno le regole di sicurezza previste da linee guida e protocolli vigenti.

Le aziende che effettueranno controlli a campione sul personale potranno incorrere in delle sanzioni nel caso in cui un controllo delle autorità dovesse riscontrare la presenza di lavoratori senza green pass?
No, a condizione che i controlli siano stati effettuati nel rispetto di adeguati modelli organizzativi come previsto dal decreto-legge n. 127 del 2021.

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Assegno temporaneo o c.d. assegno ponte

In attesa del cosiddetto assegno unico, la nuova misura di sostegno alle famiglie, è possibile richiedere il “c.d. assegno ponte”, un’erogazione di importo variabile per i mesi da luglio a dicembre 2021. Per le domande presentante entro il 30-09-2021 sarà possibile richiedere gli arretrati dal 1-07-2021.

Soggetti beneficiari: I nuclei familiari che non hanno diritto agli assegni per il nucleo familiare, in presenza di figli minori di 18 anni.

Requisiti:

  • Essere cittadino italiano;
  • Essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • Essere domiciliato e residente in Italia e avere figli a carico (con età sino a 18 anni compiuti);
  • Essere residenti in Italia da almeno due anni;
  • Essere in possesso in un ISEE in corso di validità. Se il nucleo familiare ha un ISEE che supera Euro 50.000,00 l’assegno non spetta;

Importo dell’assegno:

l’importo è variabile in funzione dell’ISEE e della composizione del nucleo familiare secondo la tabella allegata al D.L. 79/2021. L’importo minimo, per famiglie con ISEE sino a euro 7.000,00 e nuclei sino a due figli minori ammonta a Euro 167,50 per ogni figlio (Euro 217,80 per ciascun figlio con almeno tre figli minori).

Domanda:

la domanda deve essere presentata una sola volta per ogni figlio minore entro il 31-12-2021 attraverso il portale web dell’Inps, il Contact Center integrato, un Istituto di patronato. La somma viene corrisposta mediante bonifico sul conto del richiedente.

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Nuovo decreto “Riaperture” (D.L. n. 65/2021)

Secondo il nuovo decreto n. 65, in vigore dal 18-05-2021:

  1. Per le regioni in zona gialla: fatti salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute, si applicano i seguenti limiti orari agli spostamenti:
    1. dal 18-05-2021 fino al 6-06-2021 dalle ore 23.00 alle ore 5.00 del giorno successivo;
    2. dal 7-06-2021 al 20-06-2021 dalle ore 24.00 alle ore 5.00 del giorno successivo;
    3. dal 21-06-2021 nessuna limitazione;
  2. In zona bianca non si applica alcun limite orario.
  3. Per quel che concerne le certificazioni verdi, che attestano l’avvenuta vaccinazione:
    1. hanno validità 9 mesi dal completamento del ciclo vaccinale (prima era 6 mesi);
    2. sono rilasciate anche contestualmente alla somministrazione della prima dose di vaccino e hanno validità dal 15°giorno successivo alla stessa, fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale;
  4. Per quanto riguarda le attività economiche situate in regioni in zona gialla:
    1. dal 1-06-2021 le attività dei servizi di ristorazione, svolte da qualsiasi esercizio, saranno consentite, anche al chiuso, nel rispetto dei limiti orari agli spostamenti (e quindi non più fino alle ore 18.00);
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Le scadenze di Unico 2021

Non titolari di partita Iva:

RATAVERSAMENTO 1^SCADENZAVERSAMENTO 2^ SCADENZA
130 giugno30 luglio
220 agosto20 agosto
331 agosto31 agosto
430 settembre30 settembre
52 novembre2 novembre
630 novembre30 novembre

Titolari di partita iva

RATAVERSAMENTO 1^SCADENZAVERSAMENTO 2^ SCADENZA
130 giugno30 luglio
216 luglio20 agosto
320 agosto16 settembre
416 settembre18 ottobre
518 ottobre16 novembre
616 novembre

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Detrazioni per interventi edilizi e “sconto in fattura”

A fronte delle detrazioni previste per interventi di ristrutturazione è possibile sfruttare le agevolazioni previste dalla normativa in modi diversi:

  • In dichiarazione, attraverso il recupero fiscale derivante dalla detrazione delle spese sostenute. Si tratta della modalità “classica”, ordinariamente prevista in caso di oneri per i quali è ammessa la detrazione di imposta. Rappresenta la modalità più semplice, tuttavia, se il contribuente negli anni successivi risulta incapiente, la parte non recuperata viene perduta definitivamente. In tal caso, comunque, è possibile il “cambio in corsa”, nel senso che si potrà optare per la cessione del credito anche successivamente al primo anno di fruizione delle detrazioni.
  • Attraverso la cessione del credito: il contribuente deve pagare l’importo pattuito con il fornitore e poi sceglie di cedere il credito corrispondente alla detrazione spettante ad altri soggetti terzi, tra cui le banche e gli intermediari finanziari. Naturalmente, in tal caso, chi acquisterà il credito lo farà ad un prezzo inferiore al valore nominale. Ad esempio, a fronte di una detrazione pari al 110% la banca cessionaria potrà riconoscere al contribuente l’ 80%-90% della stessa.
  • Sconto in fattura: si tratta della modalità più conveniente per il contribuente e riguarda il riconoscimento della detrazione da parte di chi effettua i lavori, attraverso la riduzione del corrispettivo pattuito. Lo sconto può arrivare fino ad un importo massimo pari al corrispettivo dovuto. Lo sconto può essere anche parziale, con la possibilità di cedere o detrarre la parte rimanente. Questa modalità viene applicata al momento della fatturazione del corrispettivo (con la conseguenza che non sono ammessi ripensamenti successivi) e richiede vari adempimenti, anche in relazione al tipo di intervento richiesto.
    Facciamo un esempio: Un soggetto “A” commissiona lavori ammessi al c.d. “superbonus” all’impresa “B” per un importo pari a euro 100.000,00 oltre Iva al 10%. I soggetti concordano il riconoscimento in fattura dell’intera detrazione spettante.
  • Facciamo un esempio: Un soggetto "A" commissiona lavori ammessi al c.d. "superbonus" all'impresa "B" per un importo pari a euro 100.000,00 oltre Iva al 10%. I soggetti concordano il riconoscimento in fattura dell'intera detrazione spettante.
  • -L'impresa B emette la fattura con un totale dovuto pari a zero e indica "sconto praticato in applicazione delle previsioni dell'articolo 121 del decreto-legge n. 34 del 2020". Lo sconto non riduce la base imponibile iva. In altre parole l'impresa non incassa nulla ma maturerà iva a debito nella misura di euro 10.000,00. L'impresa B è titolare di un credito pari al 110% del corrispettivo (iva compresa) e quindi euro 121.000,00. Tale credito potrà essere utilizzato: a) in compensazione con le altre imposte. La compensazione avverrà nel rispetto dei tempi di fruibilità della detrazione e pertanto, nel caso in esame, in cinque quote annuali di euro 24.200,00. b) l'impresa potrà cedere il credito ad un istituto bancario. Si noti che tale possibilità è ammessa anche prima dell'ultimazione dei lavori ma, in relazione al bonus 110%, è necessario uno stato di avanzamento dei lavori non inferiore al 30%.

    A quali interventi si applica lo “sconto in fattura?”

    La possibilità di beneficiare delle detrazioni di imposta attraverso la riduzione del corrispettivo dovuto all’impresa è ammessa, per le spese sostenute nel 2020 e 2021, nei seguenti casi:

    • Interventi di recupero del patrimonio edilizio (art. 16bis, co. 1, lett. a) e b): Interventi di manutenzione ordinaria (solo sulle parti comuni degli edifici), manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e e ristrutturazione edilizia;
    • efficienza energetica: (art. 14 del Dl 63/2013) quali, ad esempio, gli interventi di sostituzione degli impianti di riscaldamento o delle finestre comprensive degli infissi, gli interventi sulle strutture o sull’involucro degli edifici, e quelli finalizzati congiuntamente anche alla riduzione del rischio sismico (ecobonus), nonché gli interventi di efficienza energetica che danno diritto al superbonus;
    • Adozione di misure antisismiche: (art. 16 del Dl 63/2016) c.d. sismabonus: compresi quelli che danno diritto al superbonus.
    • Recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna per i quali spetta il c.d. bonus facciate introdotto dalla legge di Bilancio 2020;
    • Installazione di impianti fotovoltaici: indicati nell’art. 16 bis co. 1, lett. h) del Tuir, compresi queli che danno diritto al Superbonus;
    • Installazione di colonnine di ricarica dei veicoli elettrici: di cui all’art. 16 ter del citato Dl 63 del 2013 compresi quelli che danno diritto al Superbonus

    Il procedimento per lo sconto in fattura in pratica

    • Previo accordo con il fornitore il cliente opta per la cessione del credito connesso all’intervento. In pratica anziché utilizzare direttamente le detrazioni collegate al pagamento della fattura a scomputo delle imposte dovute, il cliente concorda con il fornitore di cedergli detto credito ottenendo in cambio uno sconto sul corrispettivo da pagare. A tal fine deve comunicare telematicamente tale opzione all’Agenzia delle Entrate. La comunicazione può avvenire direttamente (accedendo al portale dell’Agenzia delle Entrate se in possesso di Spid, CIE, CNS) oppure attraverso un intermediario abilitato. Si allega il modello contenente i dati da comunicare, variabili a seconda dell’intervento effettuato. Il fornitore emette la fattura. Si riporta un esempio di fattura relativo ad un’ipotetica installazione di una caldaia a condensazione.

    • Il fornitore del servizio controlla la cessione dei crediti a proprio favore da pare dei clienti accedendo alla Piattaforma cessione crediti presso il portale dell’Agenzia delle Entrate. A tal fine deve essere in possesso delle credenziali dell’Agenzia delle Entrate (fino a quando rimarranno in vigore) oppure di Spid, Cie, Cns. Attraverso questa piattaforma (che non è accessibile agli intermediari) potrà accettare o rifiutare il credito ed eventualmente cederlo a propria volta laddove ciò sia possibile.
    Piattaforma Cessione Crediti

    Non finisce qui …

    Il fornitore che acquisisce un credito potrà utilizzarlo in compensazione per il pagamento delle proprie imposte oppure cederlo a sua volta. Di seguito il collegamento a Poste Italiane, uno fra i tanti soggetti cessionari di crediti.

    https://www.poste.it/prodotti/superbonus-altri-bonus-fiscali.html


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    Il punto sulla lotteria degli scontrini

    La lotteria degli scontrini rappresenta un nuovo strumento di lotta all’evasione. Si tratta di un concorso gratuito con premi sia per i consumatori che per i dettaglianti, a fronte di transazioni con pagamenti diversi dai contanti.

    Per partecipare è sufficiente possedere un codice (che è possibile ottenere sul sito https://www.lotteriadegliscontrini.gov.it/portale/home previa immissione del codice fiscale) da mostrare al dettagliante. Il codice viene trasmesso all’Amministrazione finanziaria al solo fine dell’estrazione dei premi, che verranno comunicati a mezzo pec oppure mediante raccomandata al fortunato vincitore. Sul sito della Lotteria degli Scontrini è possibile accedere ad un’area riservata (mediante Spid), ove indicare l’eventuale indirizzo di posta elettronica certificata e dove verrà segnalata l’eventuale vincita a seguito delle estrazioni.

    Ulteriori delucidazioni sono disponibili nella sezione FAQ del sito: https://www.lotteriadegliscontrini.gov.it/portale/faq-la-lotteria

    • Posso partecipare alla lotteria se pago in contanti? No, puoi partecipare alla lotteria degli scontrini solo se paghi con strumenti di pagamento elettronico (carte di credito, carte di debito, bancomat, carte prepagate, carte e app connesse a circuiti di pagamento privativi e a spendibilità limitata etc.).

    Non tutti gli acquisti ti permettono di partecipare alla lotteria. Non lo consentono: gli acquisti effettuati in contanti;
    -gli acquisti di importo inferiore a un euro;
    -gli acquisti effettuati online;
    -gli acquisti destinati all’esercizio di attività di impresa, arte o professione;
    -nella fase di avvio della lotteria, gli acquisti documentati mediante fatture elettroniche;
    -sempre nella fase di avvio della lotteria, gli acquisti per i quali i dati dei corrispettivi sono trasmessi al sistema Tessera Sanitaria (per esempio gli acquisti effettuati presso farmacie, parafarmacie, ottici, laboratori di analisi, ambulatori veterinari ecc.);
    -sempre nella fase di avvio della lotteria, gli acquisti per i quali l’acquirente richieda all’esercente l’acquisizione del proprio codice fiscale a fini di detrazione o deduzione fiscale.

    • Devo conservare gli scontrini per partecipare alla lotteria? No, ma per riscuotere i premi occorre dimostrare che la transazione non è avvenuta mediante pagamento in contanti, ad esempio mediante l’estratto conto bancario ovvero mediante ricevuta del bancomat …
    • In caso di mancata acquisizione del codice lotteria da parte dell’esercente, sono previste sanzioni? No, tuttavia viene previsto che l’acquirente possa segnalare se l’esercente si è rifiutato di acquisire il codice lotteria. Tali segnalazioni potranno essere effettuate a partire dal 1° marzo 2021 sul Portale Lotteria e verranno utilizzate dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza nell’ambito delle attività di analisi del rischio di evasione (art. 1, co. 540 della L. 232/2016)
    • I premi sono tassati? No
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    Nuovi codici fatturazione obbligatori dal 1.01.2021

    https://studiotrequadrini.com/fatturazione/

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    Decreto Natale – Limitazioni

    • Giorni: 24, 25, 26, 27 e 31.12.2020 e 1, 2, 3, 5 e 6.01.2021: Zona Rossa: In questo periodo si applicano, sull’intero territorio nazionale le disposizioni previste per le c.d. “zone rosse”.
    • Possono rimanere aperti:
      • Supermercati;
      • Alimentari e generi di prima necessità;
      • Farmacie e parafarmacie;
      • Edicole e tabaccherie;
      • Lavanderie;
      • Barbieri e parrucchieri:
    • Devono rimanere chiusi:
      • Altri negozi al dettaglio;
      • Bar, ristoranti e gelaterie;
      • Centri estetici;
    • Spostamenti: sono consentiti gli spostamenti per motivi di lavoro, per motivi di salute e necessità. Dalle ore 5,00 alle ore 22,00: uno spostamento verso una sola abitazione privata nella stessa Regione, per un massimo di 2 persone (i figli minori di anni 14, le persone conviventi con disabilità o non autosufficienti non rientrano nel conteggio). 
    • Attività consentite di commercio al dettaglio:
    Attività consentite di commercio al dettaglio (allegato 23 al DPCM3.12.2020)
    Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande (ipermercati, supermer- cati, discount di alimentari, minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimenti vari).
    Commercio al dettaglio di prodotti surgelati.
    Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici.
    Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2), ivi inclusi gli esercizi specializzati nella vendita di sigarette elettroniche e liquidi da inalazione.
    Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati.
    Commercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4).
    Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da costruzione (incluse ceramiche e piastrelle) in esercizi specializzati.
    Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari.
    Commercio al dettaglio di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura e per il giardinaggio.
    Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione e sistemi di sicurezza in esercizi specializzati.
    Commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati.
    Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici.
    Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio.
    Commercio al dettaglio di confezioni e calzature per bambini e neonati.
    Commercio al dettaglio di biancheria personale.
    Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero in esercizi specializzati.
    Commercio di autoveicoli, motocicli e relative parti ed accessori.
    Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli in esercizi specializzati.
    Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica).
    Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati.
    Commercio al dettaglio di cosmetici, di articoli di profumeria e di erboristeria in esercizi specializzati.
    Commercio al dettaglio di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti.
    Commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati.
    Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia.
    Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento.
    Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini.
    Commercio al dettaglio di articoli funerari e cimiteriali.
    Commercio al dettaglio ambulante di: prodotti alimentari e bevande; ortofrutticoli; ittici; carne; fiori, piante, bulbi, semi e
    fertilizzanti; profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonati.
    Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet, per televisione, per corrispondenza, radio, telefono.
    Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici.

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    Bonus pubblicità 2020

    In cosa consiste: si tratta di un credito di imposta pari al 50% degli investimenti effettuati, nel 2020, in campagne pubblicitarie e in particolare su:

    • stampa quotidiana e periodica, anche online;
    • emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche e digitali;
    • emittenti televisive e radiofoniche nazionali non partecipate dallo Stato;

    Per fruire dell’agevolazione occorre effettuare la comunicazione per l’accesso al credito di imposta (entro il 30-09-2020); effettuare la dichiarazione sostitutiva relativamente agli investimenti effettuati (dal 1-01-2021 al 31-01-2021); attendere la pubblicazione dell’elenco dei soggetti richiedenti il credito di imposta per gli investimenti pubblicitari, con l’indicazione del credito di imposta effettivamente fruibile (pubblicato sul sito del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri)

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